19 apr 2010

Imparando dalla storia

Ru486 Nessun Commento

Negli USA, un numero sempre maggiore di dottori si sonno avvalsi del diritto di “obiezione di coscienza” rifiutando esplicitamente di eseguire operazioni dedite all’aborto o l’interruzione della vita umana.

Planned Parenthood* per sopperire a tale mancanza ha deciso di usare Internet (webcam e teleconferenze) come mezzo di somministrazione della RU486.

Operation Outcry descrive la prassi per il “tele-aborto”:

Il paziente è introdotto in una stanza dove il dottore appare in uno schermo (in un video registrato off-line) e spiega la procedura per l’aborto. Dopo la breve teleconferenza, la RU486 è prescritta. Il paziente preme un pulsante (senza nessuna analisi e/o esame) sul computer che apre un cassetto dove è contenuta la pillola abortiva.

Una prassi fredda e spietata nonostante la FCR (Family Research Concil) ha riportato sul suo sito delle notizie atroci riguardo l’uso della RU486:

Nei primi sei mesi (dopo la legalizzazione della RU486 – Primavera del 2006), la FDA ha registrato:

-6 decessi;

-9 persone a fin di vita;

-232 ricoveri;

-116 trasfusioni di sangue;

-88 casi d’infezione.

Impareremo dagli errori altrui?

*Planned Parenthood è una delle maggiori pro-aborto presente sul territorio Americano.

Info:

http://www.frcblog.com/2010/04/new-planned-parenthood-strategy-skyping-abortions/?utm_source=lifefeed&utm_medium=twitter&utm_campaign=Feed%3A+frcblog+%28FRC.org+-+Web+Log%29

http://www.operationrescue.org/archives/special-report-telemed-abortions-endanger-women-and-drive-up-insurance-costs/

A Presto
Tony

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