La sindrome post-aborto esiste?
Spesso sui blog pro-aborto si legge di come l’aborto sia una “passeggiata di salute” e di come non crei nessun problema fisico o psicologico se non in casi del tutto eccezionali.
A tal proposito vi propongo i risultati di una ricerca pubblicata nel 1996 sul prestigioso British Medical Journal a firma di Mika Gissler ed altri ricercatori finlandesi.
L’équipe di Gissler ha preso in considerazione i decessi di donne in età fertile avvenuti in Finlandia tra il 1987 e il 1994: essi sono stati 9192. Da questi sono stati poi estratti quelli dovuti a suicidio, 1347. Dagli archivi sanitari nazionali sono quindi state individuate le donne che, nei dodici mesi precedenti alla morte per suicidio, avevano terminato una gravidanza, differenziando tra donne che avevano partorito, donne che avevano avuto un aborto spontaneo e donne che avevano abortito volontariamente.
Se si rapportano i dati ottenuti al numero totale rispettivamente di parti, di aborti spontanei e di aborti volontari si ottiene l’eloquentissimo grafico (clicca sull’immagine per ingrandire) riportato qui a destra.
Come si può ben vedere, il tasso di suicidi riguardanti le donne che hanno partorito è generalmente inferiore alla media; quello delle donne che hanno avuto un aborto spontaneo è generalmente 1-2 volte superiore alla media; quello delle donne che hanno abortito volontariamente è nettamente superiore sia al tasso medio sia al tasso concernente l’aborto spontaneo.
Alcuni brani tratti dall’articolo:
I nostri dati mostrano che il tasso di suicidi associato con la nascita è la metà del tasso generale di suicidi tra le donne tra 15 e 49 anni. Ciò fa pensare che una gravidanza portata a termine prevenga il suicidio o che le donne in grado di arrivare al parto non sono ad alto rischio di suicidio.
Il tasso di suicidio dopo un aborto è il triplo del tasso generale di suicidio, e il sestuplo del tasso di suicidio associato alla nascita.
L’aumento del rischio di suicidio dopo un aborto procurato può, oltre a indicare fattori di rischio comuni a entrambi gli eventi, essere causato da un effetto negativo dell’aborto volontario sul benessere mentale. Con i nostri dati non è stato però possibile studiare la causalità più attentamente. I nostri dati tuttavia mostrano chiaramente che le donne che hanno abortito hanno un maggior rischio di suicidio, cosa di cui si dovrebbe tener conto nella prevenzione di queste morti.
E’ proprio vero che la sindrome post aborto non esiste? Perché non rendere note tali statistiche a tutte le donne che si recano facilmente all’aborto senza considerare i danni mentali che esso causa?
Qualcuno sta nascondendo i fatti! Tu, Da che parte stai?
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